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Ai Medici e agli Odontoiatri milanesi è garantito davvero il diritto di voto? 

L’ Ordine dei medici di Milano è il secondo d’Italia con quasi 30000 iscritti. 

Certamente in occasione delle prossime elezioni del Consiglio Direttivo dovrebbe essere garantito a tutti loro la possibilità di votare con modalità, tempi e sedi adeguate.

Come è noto, per favorire tale diritto, da tempo la FNOMCEO ha previsto anche l’adozione di modalità telematiche per il voto on line.

Eppure la sede scelta dall’ attuale Consiglio per le prossime votazioni di fine ottobre (26, 27, 28) è la piccola sede dell’Ordine dei Medici in Via Lanzone 31 a Milano, per giunta, con solo tre giorni di apertura dei seggi.

Si tratta di un luogo in un’area centrale della città, notoriamente difficile da raggiungibile con mezzi propri e privo di adeguate aree di parcheggio sottoposto a norme comunali restrittive per la circolazione degli autoveicoli.

Tale sede dovrebbe riuscire a garantire il diritto al voto di circa 10.000 persone al giorno, per tre giorni, provenienti da Milano città e da tutta la provincia …..

Ciò  accadrà nonostante da parte di molti medici vi fosse stata la richiesta di acconsentire al voto online a livello telematico che appariva un modo per  garantire a tutti di poter manifestare, se voluto, il proprio diritto di voto.

Certamente in una votazione per le elezioni politiche non sarebbe mai ammesso, in un solo seggio, l’accesso di un tal numero di votanti perché ciò non faciliterebbe davvero l’accesso al voto che è costituzionalmente garantito (Art n34 Dpr 20 marzo 1967 n 223 “in ogni sezione il numero di iscritti non sia di regola superiore a 1.200, né inferiore a 500”).

Ci si chiede inoltre, se anche da un punto di vista dell’ordine pubblico e della sicurezza sia adeguato sottoporre quell’area della città ad una tale pressione, determinata da questi numeri, senza un apparente coinvolgimento delle Istituzioni comunali deputate alla regolamentazione del traffico automobilistico e pedonale. 

E’ facile  ipotizzare che la creazione di lunghe code nella strada sottostante e l’attesa per poter accedere alla cabina elettorale, dovuta all’affollamento della sede, porteranno molti a scegliere di disertare il voto. 

In definitiva, il diritto di voto dei medici potrebbe dunque non essere adeguatamente garantito.

M.C.

PER UN NUOVO ORDINE E PER UN DIVERSO ENPAM

Care colleghe e colleghi l’approvazione del bilancio alla recente assemblea dell’Ordine dei 
Medici e degli Odontoiatri di Milano ci dovrebbe portare ad alcune considerazioni:

  • Intreccio palese tra il Sindacato che governa l’Ordine dei Medici di Milano e quello maggioritario a livello Nazionale che ha siglato tutte le convenzioni che hanno ridotto nello stato attuale la medicina generale.
  • Il Sindacato che governa l’Ordine milanese che da oltre 40 anni, con la lista “Riscatto Medico”, ha quasi sempre basato la raccolta consensi sullo spauracchio del “rischio reale” di passaggio di consegne al Sindacato maggioritario, ne ha richiesto l’aiuto per l’approvazione del bilancio.
  • Si fingono in contrasto, ma, in realtà, pur di conservare poteri e privilegi a discapito della categoria, sono pronti a coalizzarsi.

Ulteriore prova è il fatto che il Presidente dell’Ordine dei Medici di Milano è “revisore dei conti” della FNOMCEO, Ente ad ALTISSIMA RAPPRESENTANZA DEL SINDACATO
MAGGIORITARIO. CON QUALI VOTI È STATO ELETTO? 

Invitiamo quindi tutti i MMG ad una attenta rivalutazione della scelta del Sindacato a cui conferire la fiducia di rappresentatività, per non continuare a subire intrecci di potere che
consentono da anni accordi sempre più penalizzanti per i MMG. 

L’intreccio di interessi diventa maggiore passando dalla FNOMCEO all’ENPAM.

PERCHÈ È STATO DICHIARATO, in sede assembleare, CHE L’ENPAM È “BLINDATO”?
Solo pochissimi Presidenti degli Ordini dei Medici e degli Odontoiatri (che partecipano di diritto all’ Assemblea dell’ ENPAM) hanno votato CONTRO il bilancio dell’Ente, la stragrande
maggioranza ha sempre votato a favore e sostenuto l’attuale dirigenza, consentendo la cristallizzazione ultraventennale di alcune cariche.

Il Presidente dell’Ordine di Milano, come quasi tutti gli altri, ci risulta che si sia espresso sempre con voto favorevole ai bilanci (tranne in un’ultima occasione dove si è
“astenuto”). Pertanto è fondamentale comprendere il ruolo dei presidenti di ogni Ordine per la gestione dell’ENPAM.


DOBBIAMO PRENDERE COSCIENZA E COMBATTERE: il cambiamento parte dalla vittoria alle prossime elezioni per il rinnovo del Consiglio dell’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri,
che si terranno entro fine anno, che ci dovrà vedere uniti pronti e numerosi!


Grazie per l’attenzione
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referenti Comitato elettorale:
Lino Focà cell. 3382730621 – Renato Spera cell. 3474159933

 

Assemblea ordinaria OMCEOMI 16 aprile 2024. Intervento dottor Cozzi (pagg. 9-10 verbale)

Segretario: io ringrazio il Tesoriere e ricordo che il bilancio integrale, a cui si riferisce la relazione del Tesoriere, è già stato pubblicato sul sito istituzionale a disposizione di tutti.

Adesso sono ammessi interventi sul bilancio, domande e considerazioni con l’invito a mantenere gli interventi, soprattutto se ce ne fossero molti, entro i 3 minuti.

Dott. Cozzi: buonasera a tutti e buona sera Presidente. lo rappresento oggi i Medici cattolici di Milano. Sono presidente della sezione milanese dell’ AMCI, presente stasera anche con i dottori Stefano Rusconi ed
Emanuela Locati.

Vorremmo riconoscere pubblicamente all’Ordine dei Medici di Milano e provincia gli sforzi e una specifica attenzione alle tematiche etiche in tutti i percorsi formativi professionali che sono stati citati, ad alcuni dei quali ha collaborato anche la nostra associazione. Vogliamo ricordare l’inedito incontro con l’Arcivescovo Delpini del febbraio del 2023 nella casa dei Medici di via Lanzone, fortemente voluto dal Consiglio, intervento dell’ arcivescovo che ha offerto straordinarie provocazioni ne] segno di una alleanza cresciuta tra la Chiesa e i Medici e che invitano a riflessioni concrete e operative. Nel solco di questa alleanza oggi la nostra associazione vuole cogliere questa occasione assembleare per rivolgersi a tutti i Medici e all’Ordine in particolare, prendendo atto del progressivo deterioramento non solo del livello di assistenza offerta dal nostro prezioso servizio sanitario nazionale, ma anche del rapporto medico – paziente. Interveniamo dunque nel merito della discussione sul bilancio del nostro Ordine per raccomandare formalmente che una posta dello stesso bilancio venga dedicata alla comunicazione dell’importanza del degrado del servizio sanitario nazionale, che tutti ci coinvolge.

 

La gravità della crisi del servizio, vissuta con insoddisfazione e affanno degli operatori sanitari e con rassegnazione e rinuncia spesso da parte dei nostri pazienti, è oggetto come sapete di denunce quotidiane sui media e di allarme per la tenuta di un servizio pubblico ancora capace di rispondere con equità e universalità \ per la tutela della salute soprattutto di quelle fasce sempre più ampie di cittadini soli, disagiati, emarginati per cultura, età e censo in particolare una cronicità in continuo aumento e verso la realtà complessa, in grande aumento, della salute mentale. L’attenzione dei media viene tuttavia abitualmente polarizzata sulle risorse  economiche (avete visto tutti recentemente la lettera dei cosiddetti 14 scienziati) e sulla carenza di personale.

Ma resta sommersa nel dibattito la crisi altrettanto grave che investe la relazione di cura, impoverita o contraddetta per molte differenti ragioni quali la Medicina iper tecnologica, l’eccessivo peso burocratico, la difficoltà di accesso ai servizi informatici, l’indisponibilità di luoghi e tempi adeguati per esami e cure, la mancanza di un’efficace rete di cura e coordinamento tra diversi professionisti sanitari. I cittadini, infatti, non sono solo fragilità da assistere, i sanitari non sono solo prestatori d’opera per l’attuazione di progetti imposti. Individuiamo come associazione criticità specifiche dell’area metropolitana milanese che nessuno forse ha mai realmente focalizzato: per consentire un’analisi invitiamo l’Ordine a prevedere uno specifico capitolo di spesa. Nel territorio milanese, accanto a numerose strutture pubbliche e private accreditate, si aggiungono in numero sempre più crescente strutture che operano in regime di privato puro o agevolato, esse stesse promotrici di un consumismo di prestazioni con relativa conseguente domanda in crescita oltre a rendere sempre più irrilevante il rapporto di fiducia che è fondamento di un’autentica relazione di una corretta integrazione nel rapporto di cura fra medico e paziente. Una corretta integrazione pubblico – privato richiede invece che se ci si muova senza ambiguità o senza costrizioni di fatto verso un privato oneroso; qui risuona l’appello del nostro Arcivescovo testuale ad un “ripensamento sul paradosso di un bene sanitario eccellente e riconosciuto ma che non resti un privilegio insostenibile per chi non ne può disporre “.

I Medici cattolici di Milano, che da tempo si sono interrogati sul tema con articoli e documenti e di recente proprio il 16 aprile con una tavola rotonda fra Medici e politici, si rivolgono ora all’assemblea dell’Ordine a difesa di un servizio pubblico a misura d’uomo, capace di riconoscere, sostenere e qualificare il soggetto stesso dei servizi, in particolare la relazione di cura fra sanitari e pazienti, “quella relazione che giustifica ogni impegno organizzativo e consente al medico – sono ancora le parole di Delpini – la potenzialità di rimanere libero nell ‘ingranaggio di un sistema condizionante e bloccato nel determinismo nei protocolli nella burocrazia”.

 

Come AMCI milanese chiediamo pertanto con forza all’Ordine dei Medici di Milano e provincia di prendere una posizione maggiormente proattiva e propositiva nei confronti di Regione Lombardia, sollecitando un’ analisi più accurata delle numerose criticità tipiche dell’area metropolitana milanese, aprendo tavoli di dialogo costruttivo con l’Istituzione, mettendo a confronto Medici e altri professionisti sanitari insieme ad associazioni ed operatori del terzo settore.

 

Grazie per avermi ascoltato.

 

Farmacie. Invasione di campo

(Legge n. 3, 11 gennaio 2018)

Articolo 12 – Esercizio abusivo di una professione

«Art. 348 cp (Esercizio  abusivo  di  una  professione).  – Chiunque abusivamente esercita una professione per la quale è  richiesta  una speciale abilitazione dello Stato e’ punito con la reclusione da  sei mesi a tre anni e con la multa da euro 10.000 a euro 50.000>.

 Martedì 28/05/2024 in Regione Lombardia è stata approvata una delibera (DGR XII/2405) sulla sperimentazione dei nuovi servizi nelle Farmacie, cosiddette di comunità, riguardo la telemedicina, la riconciliazione della terapia farmacologica e altro. In pratica un tentativo mascherato di creare delle attività di competenza del medico all’interno delle Farmacie stesse.

Gli autori, ideatori, promotori di questo progetto, guarda caso, sono dei Farmacisti “prestati” alla politica a livello nazionale sotto la spinta della potente Federfarma; mostrano però di non sapere che gli atti definiti di “sperimentazione di nuovi servizi” siano atti che rientrano nelle funzioni del Medico che, dopo aver visitato il paziente, formula una diagnosi e prescrive una cura. Tutt’altro è il compito del Farmacista, a meno che non voglia esercitare abusivamente la professione medica con inevitabile violazione della Legge.
Si ritiene, forse, che aver concesso in passato a questa Categoria di professionisti di poter allestire i loro spazi a bazar, dove vendere prodotti tipicamente di svariate altre attività

commerciali e aver concesso in periodo emergenziale Covid la possibilità di effettuare tamponi, dì essere punti di prelievo ematochimici e di somministrazione di vaccini (il tutto
sempre adeguatamente remunerato), rappresenti titolo per legittimare un’ingerenza nei compiti e nelle prerogative del medico, senza bisogno di alcuna abilitazione
professionale all’esercizio di questa attività.

Di fatto con questa delibera, con assoluta aberrazione, il farmacista diventerebbe una figura professionale di riferimento per il paziente, mentre compito del MMG/PLS sarebbe solo la
semplice trascrizione di una ricetta “bianca”: trascrizione di un desiderio espresso da un paziente, spesso su suggerimento del farmacista, il quale viene remunerato per una
prestazione che non rientra nei suoi compiti e nelle sue competenze professionali con interferenze nella gestione di una corretta tutela della salute pubblica.

Le conseguenze più dirette saranno sicuramente rappresentate da un aumento delle prestazioni sanitarie improprie, già ampiamente moltiplicate, specie nel territorio milanese, dalle strutture private e private/accreditate che faranno da sponda per la lettura dei risultati provenienti dai dispositivi applicati dal farmacista. Si è inoltre difronte ad un ennesimo tentativo di scavalcare la figura professionale dei MMG e PLS che svolgono un ruolo complesso ed articolato per la salute dei pazienti utilizzando la lunga conoscenza degli stessi. 
Sarebbe  più utile che le risorse, anziché alle Farmacie, fossero rivolte agli studi dei Medici di Medicina Generale e Pediatri di Libera Scelta, in qualunque forma di aggregazione siano presenti sul territorio. Si otterrebbe così la riduzione delle’ liste di attesa con la massima attenzione alle risorse. 
Anche in questa occasione assistiamo all’ inerzia degli Ordini dei Medici e degli Odontoiatri della Lombardia ad intervenire a tutela dei cittadini, nonostante sia nei loro compiti istituzionali la tenuta degli Albi  dei professionisti,  con i requisiti  di Legge, abilitati all’ esercizio della professione di Medico chirurgo e di Odontoiatra.
Auspichiamo un impegno massimo di tutti affinché alle prossime elezioni dei Consigli degli Ordini vengano elette figure di alta dirittura morale la cui presenza renderebbe impensabile la formulazione di una delibera come quella approvata dalla regione Lombardia.

 

Favorire il voto di tutti i Medici per gli Ordini

di Marco Ceresa

17 GIU – Gentile Direttore,

in questo anno vi saranno le elezioni per il rinnovo degli organismi direttivi degli Ordini dei Medici, quindi la Federazione Nazionale, FNOMCEO, ha appena emesso il proprio comunicato, evidenziando le modalità di voto consentite.

In tempi così complessi per il Ssn il rinnovo dei Consigli e dei Presidenti degli Ordini dei Medici, dovrebbero essere sentiti come importanti da parte di tutti, poiché vi saranno necessari cambiamenti per la professione medica ed anche gli Ordini dovrebbero sentire il bisogno di essere sostenuti da una larghissima rappresentanza.

Da sempre la partecipazione al voto ordinistico è scandalosamente bassa, oltre ogni limite immaginabile. Certo gli Ordini sono sentiti come distanti, obsoleti e non concretamente utili, vissuti solo come emanatori di un ulteriore orpello annuale da pagare.

Ma ciò accade anche per la loro non rappresentatività, favorita dalle vetuste procedure elettorali solitamente in uso, che obbligano ad andare fisicamente in una sola sede per tutta la provincia di pertinenza. Ciò non favorisce il diritto di voto, che spesso appare esercitato essenzialmente da una componente minima di medici fidelizzati dalla lista in carica. In tal modo si mantiene di fatto costante la presenza, anche per decenni, delle stesse figure ai vertici degli Ordini, vissuti come piccoli centri di potere da perpetuare.

In questi giorni ci si scandalizza del voto europeo, disertato dalla maggioranza, che evidentemente non ha interesse per i “lontani” decisori europei, ma cosa si dovrebbe dire della esigua rappresentatività di Ordini dei medici votati anche da meno di 1/6 degli iscritti (circa 14% a Milano, poco più di 3mila votanti su quasi 25mila iscritti)? Evidentemente gli Ordini, chiamati a vigilare sulla vita professionale medica, sono invece percepiti a distanza siderale dai loro iscritti.

Eppure se davvero si volesse ricercare la partecipazione alle elezioni, cercando la vera rappresentatività e quindi la maggiore incisività degli Ordini dei medici, bisognerebbe in ogni modo favorire le possibilità di accedere al diritto di voto, anzitutto consentendo anche la modalità telematiche (ai colleghi ospedalieri in turno non è di fatto altrimenti negato il diritto di votare?).

Ovviamente, Ordini che non rappresentano davvero i propri iscritti perché non votati da oltre l’80% di essi, hanno scarsissima incisività e credibilità nelle loro richieste verso i decisori istituzionali regionali e nazionali, poiché essi sanno che non rappresentano effettivamente la classe medica.

Appare davvero pretestuoso e non condivisibile, il rifiuto di consentire la modalità di voto telematico da parte di alcuni ordini, citando problematiche tecniche e contestazioni emerse in alcune sedi. Tale possibilità è prevista da anni e sancita dalla FNOMCEO che ha stilato anche normative ad hoc e creato una apposita guida al voto, che quindi basta voler applicare.

Sembra palese il tentativo di evitare l’allargamento della platea dei votanti, nel timore di cambiamenti degli organi ordinistici (gli stessi che, in possibile conflitto di interessi, possono decidere se aderire o meno alla modalità telematica). Proprio i primi errori nella applicazione del voto telematico devono consentire i miglioramenti necessari (nell’epoca della IA …), ben lo sa proprio l’”arte medica”, che assi spesso ha trovato il suo progresso imparando di fronte agli errori e non certo arretrando

In questo momento complesso per il settore medico, non è tanto importante chi governa gli Ordini, ma che essi trovino la credibilità necessaria di fronte alle istituzioni con la maggior rappresentatività possibile.

Sarebbe pertanto auspicabile che il voto telematico si diffondesse e che i consigli degli Ordini dei Medici, che soli possono decidere di aderivi, mostrassero finalmente CORAGGIO aderendo anche a tale possibilità innovativa; coraggio che peraltro potrebbe poi anche premiare elettoralmente chi lo dimostra. Ciò potrebbe dare agli Ordini dei Medici la maggior forza di cui necessitano per essere incisivi a livello istituzionale, con richieste in rappresentanza reale della maggioranza dei medici.

In questo tempo va ricordato con forza, anche attraverso gli Ordini dei Medici, che gli investimenti in sanità sono in effetti un risparmio per la collettività e non un costo. Investire in salute (con prevenzione, diagnosi e cure precoci, sollievo da ogni sofferenza) garantisce non solo netta riduzione di costi futuri, ma anche di costi odierni, con maggior qualità di vita per tutta la popolazione unitamente ad incremento di prosperità, garantita anche da maggior persone in attività lavorativa ed in salute.

Marco Ceresa

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